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La saggezza della montagna, le nubi, il vento, la pioggia e la valle

Gentili lettori,

qui, in Puglia, un vento burrascoso e imponente ha aperto le danze di febbraio.

Ma, se avete osservato bene, non è stato il solito vento che soffia dall’alto verso il basso, tipico dell’inverno. È stato quello della primavera, che porta le foglie e le cartacce dalla terra verso l’alto.

Per alcuni di voi, che masticano un po’ di antica medicina e sapienza cinese, è forse possibile vedere, in questo vento potente e nella sua direzione, l’avviso di un inverno che, nel suo culmine, prima o poi — anche se non subito — ci saluterà.

La natura, che attraverso i suoi cicli ci garantisce l’imperturbabilità delle leggi e degli ordini del cosmo, rinnova ogni anno la promessa certa della primavera: una promessa che non dipende dalla nostra volontà, ma da un ordine più grande.

Dal punto di vista olistico ed esoterico, i cicli stagionali non sono segmenti di una linea retta, ma cerchi che si intersecano con altri cerchi. Ogni ciclo, secondo le leggi del cosmo, prende a turno il comando e caratterizza, con le sue qualità, il volto della stagione. Gli altri cicli non scompaiono: restano presenti, ma dormienti, inclusi in quello attivo. Ecco perché, talvolta, anche nella primavera possiamo scorgere l’inverno e, nell’inverno, la primavera: è il tempo che scandisce l’attività dell’uno e il riposo degli altri.

Quando sarà, dunque, il tempo di questa primavera? Rifioriremo con lei?

Tutti siamo chiamati a metterci in piedi quando arriverà, ed è proprio su questo “mettersi in piedi” che vorrei fermarmi un momento.

Avete mai pensato a quella fase faticosa del vostro gattonamento? Vi siete mai chiesti quale conquista straordinaria sia stata, da piccoli, spingere la terra verso il basso con le ginocchia e riuscire poi a sollevarvi? Che cosa significa, sul piano della coscienza, “mettersi in piedi”? Di quale conquista si tratta? E perché la natura ci vuole in piedi?

La forza che ci ha messi in piedi è quella che, nella medicina cinese, viene chiamata “elemento legno”.

Secondo l’antica sapienza cinese, la primavera corrisponde infatti all’elemento legno, simbolo di crescita, espansione e movimento verso l’alto e verso l’esterno. Anche il nostro corpo, collegato al cosmo attraverso un centro energetico situato tra l’ombelico e il pube — chiamato Hara nella tradizione giapponese — è soggetto alle leggi della stagionalità.

La primavera che verrà ci racconterà molto dello stato vitale di due organi protagonisti del nostro fiorimento: fegato e cistifellea, situati nella parte destra del corpo, il lato simbolicamente associato alla nostra sfera maschile.

Il maschile rappresenta i nostri pensieri, le azioni, le decisioni, l’organizzazione e la difesa. Il lato sinistro, invece, rappresenta il femminile: la capacità di ricevere nutrimento — non solo alimentare —, la connessione con gli altri, il sentire, la fiducia, l’intimità, la sicurezza profonda e la vicinanza nelle relazioni.

Ed è grazie al maschile che troviamo la forza di fiorire, rifiorire e metterci in piedi.

Lo stato energetico di fegato e cistifellea racconta il nostro rapporto con l’elemento legno.

Dal punto di vista biologico essi partecipano ai processi digestivi; in una visione simbolica, invece, governano dimensioni più profonde della coscienza: decisione, orientamento, organizzazione della vita e capacità di stabilire ciò che ha valore e ciò che non lo ha.

Quando viviamo in uno stato costante di controllo, dubbio, attesa, difesa e tensione strategica, è come se il nostro sistema interno fosse in guerra permanente. In queste condizioni, il lato maschile, può diventare dominante fino a produrre blocco, rigidità e perdita di vitalità.

Anche la rabbia — soprattutto quando è repressa o distruttiva — segnala spesso un maschile sofferente. Ma la rabbia non è un’emozione negativa: è la forza che permette di distinguere ciò che nutre da ciò che va scartato, ciò che va difeso da ciò che va lasciato andare. Diventa distruttiva solo quando non è guidata dalla consapevolezza.

Quando la difesa e l’organizzazione diventano eccessive, la vitalità si congela: diminuiscono gioia, fiducia, vicinanza e coinvolgimento. Quando invece i bisogni profondi non sono guidati da direzione e struttura, sopraggiungono dispersione, dipendenze e perdita di controllo e autorevolezza nella propria vita. L’equilibrio nasce sempre dall’incontro armonico tra maschile e femminile.

In questa ricerca non dobbiamo dimenticare che esiste un ambiente più grande di quello sociale: l’ambiente cosmico.

Nella medicina cinese il cielo rappresenta l’ordine cosmico che orienta tutte le creature verso il loro sviluppo; la terra rappresenta il grembo che accoglie senza distinzione. Non si tratta di gerarchia, ma di posizione: uno sopra, l’altra sotto, entrambi al servizio della vita.

Per comprendere quanto la terra influenzi il cielo basta osservare, ad esempio, il microclima delle saline, diverso da quello delle zone interne: più ventilato, luminoso e mite. Il basso dialoga continuamente con l’alto.

Se l’essere umano fosse saggio come una montagna, la cima rappresenterebbe la mente e la valle i bisogni vitali più profondi. Ciò che accade nella valle influenza la cima, e viceversa, attraverso il vento. I pensieri, come le nubi che avvolgono la montagna, non nascono solo da noi: appartengono anche a una dimensione collettiva.

Possono essere leggeri o carichi di tempesta, nutrire o devastare la terra. Così sono i nostri pensieri e le nostre intenzioni.

Allora vi chiedo:

siete saggi come la montagna? La rispettate?

I vostri pensieri sono limpidi o turbolenti?

E i vostri bisogni più profondi, come stanno davvero?

La saggezza antica insegna che il fegato “fa salire tutto alla testa”: per questo è fondamentale non maltrattare le proprie fragilità e i bisogni primari. Quando mente e bisogni sono disconnessi, frane e smottamenti interiori diventano inevitabili.

Individuarsi non è soltanto un processo psicologico: è un movimento cosmico. Dall’armonia tra le nostre parti nasce l’equilibrio — o lo squilibrio — della nostra vita.

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Foto di Trace Hudson: https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-della-persona-in-piedi-attraverso-la-montagna-2724664/