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La vita e l’anima al centro

Gentili clienti e lettori,

oggi la vostra allegra scompigliatrice si concede un tono più didattico del solito. So bene che vi piacerebbe qualcosa di leggero, una chiacchiera estiva sulle stranezze di questa stagione, ma ricordate che questo blog non è solo per i curiosi: è anche per chi sta facendo un percorso profondo. Quindi oggi devo tornare all’ordine. Se sentite un brivido di pesantezza leggendo ciò che segue, chiudete tutto e tornate alle vostre spensierate faccende; chi invece desidera andare più a fondo è invitato a restare. Qui si scende seriamente.

Il mio pensiero si posa su alcuni di voi, e sento la necessità di offrirvi un piccolo chiarimento, perché il percorso che state facendo non è sempre lineare e talvolta il sistema ci racconta verità che facciamo fatica ad ascoltare. In questi giorni non posso fare a meno di percepire le difficoltà che molti incontrano nel confrontarsi con il metodo delle Costellazioni Familiari.

Già dal modo in cui vi ponete di fronte alla Costellazione Familiare, il vostro stato di coscienza si rivela. Oggi vi offro un piccolo pettine per capire come, in base al vostro rapporto con la vita, cambiate approccio rispetto alle Costellazioni e alla vostra stessa esistenza. Non abbiate paura di questo strumento: ogni disagio è normale, ma è necessario assumerne la responsabilità.

Soprattutto voi che siete insegnanti, genitori, infermieri, titolari di aziende o anime sole che sentono di dover salvare il mondo, vi invito a fermarvi un momento. Vi siete mai chiesti se questa urgenza non sia piuttosto l’eco di un ego ferito? Vi assicuro che anche io ho conosciuto quel fosso, dove ci si rifugia scappando dal proprio fallimento. Sentirsi sempre “sopra” le cose sembra quasi balsamico, ma vi garantisco che la vita è molto più in basso.

Oggi però vi darò ciò di cui avete bisogno, e non mi chiedete come so queste cose perché vi risponderei sinceramente con “tono partenopeo”: “Ehhh, quanti cose vu sapè??!!”

Quando avrete finito di trastullarvi nel vostro ego, ricordatevi che, innanzitutto, siete parte di un sistema più grande. Ciò che chiamate “io” è l’effetto di molteplici forze. Questo sistema va avanti con o senza di voi. Prima di agire di testa vostra, osservate. Siate re e regina accorti, e non pronunciate “io” senza aver prima guardato il contesto in cui siete, perché quel contesto è proprio ciò che sarete voi a breve. Quindi, non tagliatelo come fate con un toast.

La vita — quel luogo in cui tutto si connette e la divinità soffia l’anima — e come la percepite, cambia in base al vostro stato di coscienza. Ci sono livelli differenti.

Molte persone vivono in una dimensione minerale, altre vegetale, altre animale e altre parlante. Inoltre, questi stati possono trasformarsi dentro di voi in base a quanto riuscite a integrare il vostro subconscio, soprattutto grazie alle Costellazioni Familiari, dove attraverso le varie figure che definite “parenti” si muovono vere e proprie forze spirituali. Se dite di conoscere il simbolo e non avete capito quanto simbolica sia la famiglia di origine, correte subito ai ripari perché qualcosa vi sta sfuggendo di mano.

Oggi, nonostante molti di voi aspettino il guru che li conduca al sollievo o vogliano essere guru a loro volta, vi parlerò dei diversi stati di coscienza in base ai generi biologici, ma, soprattutto, in base al rapporto tra le qualità della coscienza e della vita. Qualità che, cari miei, si vedono proprio dall’eggeregora in cui siete: la vostra famiglia e il mondo. I vostri aspetti emozionali, psicologici e astrali sono legati tra di loro, quindi, se volete salire, cari miei, bisogna che scendiate.

E allora, bando alle ciance e andiamo!

Il primo stato di coscienza è quello minerale, caratterizzato da solidità e stabilità. La vita per questa persona è radicata, ferma, resistente al cambiamento. È l’energia della permanenza e della durata. Chi si trova in questo stato non manifesta movimento consapevole: la coscienza “esiste” senza elaborare pensieri o emozioni complesse. La connessione con la materia è totale, centrata sulla forma e sulla struttura fisica. La sua energia è imperturbabile, semplicemente esiste come base per livelli di coscienza più evoluti. Chi si trova in questo stato è molto collegato alla divinità e alle forze primordiali, ma scollegato dall’ambiente circostante. Solo il tempo consuma la roccia. È uno stato che precede quello egoistico: assenza di desiderio, quindi assenza di vita. Chi è in questo stato non riesce né a sentire né a realizzare, non dà la vita. Il potere creativo è zero.

Lo stato di coscienza vegetale si caratterizza per radicamento, ricettività e capacità di crescita. È ricettivo e sensibile all’ambiente, assorbe ciò che serve per crescere. La crescita è lenta, adattiva, graduale; non c’è movimento volontario, ma dinamica interna.

Nello stato di coscienza vegetale, c’è una capacità di nutrimento e sostegno: simbolicamente rappresenta l’assimilazione di risorse dall’ambiente senza conflitto. Chi arriva per la prima volta a una Costellazione Familiare e si espone senza resistenze è già in questo stato: assorbe e riceve. Nello stato negativo del livello vegetale, la persona percepisce l’individuazione come un tabù e può negare la realtà, rifugiandosi nell’illusione. Qui la persona crea mondi in cui la passività è a un livello molto alto. Anche l’ego qui è molto alto, nonostante l’apparente remissività, perché è inconscio.

Lo stato di coscienza animale implica una relazione con la vita istintiva e partecipe. Istinto e sopravvivenza sono accettati: la persona percepisce l’ambiente senza filtri e agisce per soddisfare bisogni immediati. È il contatto diretto con le emozioni primarie e l’energia vitale. Qui nascono, anche se ancora non si manifestano: il rispetto dei confini, la comunicazione non verbale e la gestione dei rapporti, che sono ancora sviluppati in modo istintivo. In questo stato la persona comincia a sciogliersi dai copioni familiari e recupera il proprio posto nel mondo. Qui l’ego entra in campo ma è più solare: nel bene e nel male qui esistono connessioni. Si esce dallo stato di disconnessione. Quindi l’ego scopre la relazione, anche se è ancora lotta e sopravvivenza. Lo stato è molto buono per chi fa un percorso.

Lo stato parlante, invece, è caratterizzato da piena consapevolezza di sé e degli altri. La persona riflette su emozioni, azioni e relazioni, comprende schemi, archetipi e dinamiche familiari. Il linguaggio e la comunicazione diventano complessi e la comprensione simbolica diventa il racconto di una vita multidimensionale. Nasce il desiderio della libertà di scelta consapevole che permette di modificare le dinamiche ripetitive, ma non si sa ancora come farlo. La solitudine è presente, ma non paralizzante; la persona è disposta a cambiare.

Lo stato parlante permette di interrogarsi sul senso della vita e di entrare in contatto con dimensioni più elevate dell’anima o della divinità. Non è ancora pienamente integrato nei tre piani dell’esistenza: io, gli altri e la divinità. La persona sa creare, ma il senso di solitudine è ancora altissimo e ancora i copioni si ripetono.

Infine, lo stato umano integra tutti i livelli precedenti: minerale, vegetale, animale e parlante. C’è piena consapevolezza relazionale e sistemica, capacità di riconoscere l’impatto delle proprie azioni sulle generazioni passate e future. Si apre la sfera della misericordia, la preghiera e l’invocazione della divinità. La fede supera la ragione e la responsabilità e la libertà sono unite, superando il dualismo. La vita pulsa in corpo, mente e spirito. Non ci sono blocchi, tutto respira.

Nello stato umano, la persona può modificare copioni familiari, spezzare schemi ereditati e entrare in modo vitale nel mondo. L’ego cessa di dominare la vita, lasciando spazio alla forza autentica. Finiscono le lotte: comincia la vita con l’anima, in autenticità totale. Qui, la vita è al centro: guida, ama, guarisce, protegge. La persona e la sua rete sono al servizio della vita animata.

E così, miei cari smarriti lettori, ricordate: la vita vi passa davanti come un ballo elegante e talvolta un po’ incasinato. Guardatevi attorno, fate un passo alla volta, rispettate i vostri tempi… e, se inciampate, fatelo con stile. Ambite sempre a una vita che abbia un’anima!

La vostra allegra scompigliatrice vi osserva, prende appunti e, tra un sospiro e un sorriso, vi garantisce che anche nei momenti più seri, un pizzico di leggerezza non guasta mai.

Sono sempre disponibile online per le Costellazioni Familiari e per le tecniche di libertà da emozioni dolorose e credenza limitanti. Au revoir, Monia Dell’Aquila.

Foto di Helena Lopes: https://www.pexels.com/it-it/foto/camicia-elegante-da-uomo-bianca-con-bottoni-708440/