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Luce e materia

Miei adorati lettori e camminatori,
in questo vasto oceano di mondi e situazioni continua a farsi sentire – sempre più determinata – quella sensazione che, pur essendo apparentemente tutti figli di un’epoca e di uno spazio, in realtà ciascuno di noi si muova come un pesciolino testardo nella sua corrente personale, insieme, ovviamente, al proprio branco.

Significativo, direte voi, fu l’esempio citato da Rupert Sheldrake nel suo libro La presenza del passato. A questo punto vi avverto: le anime più sensibili si preparino, perché la scienza, si sa, non sempre ha il tatto di una dama. Ebbene, un povero pesciolino fu prelevato dal suo branco, gli furono oscurati gli occhi con lenti scure, e privato perfino dei bronchioli. Tutto con lo scopo di impedirgli qualunque orientamento sensoriale. Eppure, rimesso in acqua, quel piccolo ribelle tornò dritto al suo gruppo, riconquistando senza esitazione il suo posto.
Se non è un atto di classe quello, ditemi voi cos’è.

Questi esperimenti sui campi morfici dimostrano che esiste un filo invisibile che ci lega, un ordine che ci sovrasta. Eppure, che delusione quando incontro persone pronte a tuffarsi nella “spiritualità” come in una nuova moda stagionale, senza averne compreso la portata! Nonostante secoli di evoluzione – dal culto naturistico al politeismo, dal monoteismo all’attuale sfilata esoterico–new age – ancora oggi vedo schiere di anime entusiaste rincorrere il maestro di turno, il “mistero misterioso”, l’ebbrezza esclusiva di un potere per pochi eletti. E che ve lo dico a fare: che noia… e soprattutto, quanta vanità travestita da sacralità!

La mia impressione è che chi è davvero pronto non abbia bisogno di emozionarsi con il fascino del mistico come se fosse una soap opera, ma sappia vivere lo sviluppo dell’anima con la stessa serietà con cui si affrontano le altre faccende di vita. Io stessa, confesso, sono stanca di certi atteggiamenti ostentati, più vicini a una parata in maschera che a un percorso interiore.

Certo, il richiamo simbolico delle civiltà antiche e orientali lo sento anch’io – chi non si lascia sedurre almeno un po’ dalle loro geometrie e dai loro miti? – ma oggi abbiamo strumenti come il campo morfico, che ci permettono di incarnare il simbolo, non solo di leggerlo sui manuali. Ma che problema avete con la modernità? Ed è lì che ci ritroviamo davanti a chi siamo davvero… e a quanto siamo ancora lontani da ciò che vorremmo diventare.

Così, vi dirò senza troppi giri di parole: anche se molti preferiscono le complicazioni raffinate, tutti gli archetipi e simboli che rincorrete – dalla mitologia greca all’indiana, fino ai richiami seducenti della cabala cristiana o ai mandala buddhisti – li ritroverete nelle vostre Costellazioni. È lì che si svela il vostro livello di coscienza.

Ed eccoci al punto, miei amati lettori: oggi questa penna desidera parlarvi di qualcosa di molto semplice, i primi tre simboli della famiglia interiore, che narrano della vostra anima, del luogo in cui vi trovate e del vostro rapporto con la divinità.

Sì, perché se siete convinti di avere un legame diretto con la Luce, ma nel vostro campo morfico emergono disordini, emozioni non elaborate e nodi irrisolti, sappiate che la qualità della Luce che ricevete e che manifestate, sarà esattamente pari a quella del vostro vaso. Se il vaso è inquinato, la Luce sarà inquinata. E, vi assicuro, nessuno, ma proprio nessuno, desidera una luce inquinata.

La materia e la Luce sono inseparabili: cominciate dunque a integrare, a smettere di rifugiarvi nell’ignoranza, perché l’illusione di elevarvi senza affrontare il dualismo vi mantiene prigionieri di esso. Nessun ascensore celeste vi condurrà in alto: ciò che vi farà salire sarà solo l’esperienza terrena integrata, il confronto con madre, padre, figli ed ex compagni. Proprio quel mondo che tanto disprezzate è lo sgabello che vi sostiene per il passo successivo.

Ogni preghiera, rito o “gioco del mistero” lascia traccia nei vostri campi morfici. Se avete fatto progressi, si vede; se non li avete fatti, si vede ugualmente. Ecco perché parlo solo agli esasperati, a chi non sopporta più di fingere, a chi non vuole restare intrappolato nei teatrini spirituali di moda. La verità, miei cari, non è per tutti. Ma è l’unica forza reale che può mutare la coscienza.

Perciò rimboccatevi le maniche. La Luce è una, e la materia è una qualità della stessa Luce. Dal seme si riconosce l’albero, e dall’albero si riconosce il seme. Così, la qualità del padre, della madre e del bambino – la vostra famiglia interiore – rivela molto della vostra Luce, di ciò che emanate, di chi siete davvero.

La madre interiore – presente tanto negli uomini quanto nelle donne – è Luce che governa ciò che è vicino, intimo, domestico. Regola il rapporto con il corpo, la casa, la famiglia e le emozioni più intime. È protezione e nutrimento, fisico ed emotivo. È il grembo in cui il vostro bambino interiore trova conforto, fantasia, vitalità. Nel corpo governa l’assorbimento e l’assimilazione, e simbolicamente mostra quanto sappiate nutrirvi dalle relazioni e dall’ambiente.

La sfera del padre, invece, apre al mondo esterno. È autonomia, disciplina, confine e responsabilità. È la forza che orienta e protegge, che vi mette di fronte alle regole, ai ruoli, alle gerarchie, sostenendo la vostra capacità di affermarvi e trasmettere spessore etico.

E infine, il bambino interiore: autentico, vulnerabile, creativo. È la vostra parte più tenera e ribelle, il tramite per guarire le ferite familiari ed emotive. Porta vita nuova, spontaneità, curiosità. Se ignorato, diventa fonte di diffidenza e chiusura; se accolto, si trasforma in pura gioia, creatività e vitalità.

Ed eccolo il vostro tesoro, miei adorati: non nei templi lontani, ma dentro di voi. Madre, padre, bambino: tre voci interiori che raccontano chi siete, tre chiavi che rivelano la qualità della vostra Luce.

La padronanza spirituale non è altro che questo: saper riconoscere la qualità della propria Luce e trasformarla, se necessario, per renderla più limpida e vera. Se sentite che è il vostro momento, io sono online con le Costellazioni Familiari e con il TAILE, pronta ad accompagnarvi nel cammino.

La vostra allegra scompigliatrice, Monia Dell’Aquila.

Foto di Castorly Stock : https://www.pexels.com/it-it/foto/bottiglia-di-vetro-trasparente-sulla-tavola-nera-3725709/